Ciò che si cela oltre il bianco: “Dentro la tela” di Cinzia Spanò al Teatro Elfo Puccini di Milano

Una scena totalmente bianca, come una tela in attesa di essere dipinta. Di bianco vestita è anche Cinzia Spanò, nei panni di Mara Landolfi, che entra in scena rivolgendosi al pubblico come “telespettatrici e telespettatori”. Sì, perché lei è una l’ideatrice e presentatrice di un programma tv che si occupa di casi giudiziari. Mara è sicura di sé, tagliente e decisa nelle sue affermazioni, capace di catturare l’attenzione all’istante e raccontare con chiarezza il caso di cui si sta occupando, che riguarda un famoso cardiochirurgo.
“Qual è la differenza tra un chirurgo e Dio?”
Dalle parole di Mara il chirurgo sembra impeccabile, una persona degna di stima per la sua condotta, se non fosse che la moglie ha deciso di denunciarlo dopo anni e anni di sofferenza e tradimenti, tanto che è spontaneo chiedersi: perché non l’ha lasciato prima? La denuncia è forse la sua vendetta? Ma la questione più importante riguarda i telespettatori, che verranno guidati abilmente dalla presentatrice nel suo percorso di analisi della situazione, senza accorgersi di esserne trascinato completamente. Mara sa bene che chi sta davanti alla telecamera detiene un enorme potere: quello di poter influenzare o addirittura, a manipolare chi guarda attraverso le proprie convinzioni. D’altronde, raggiungere il successo di ascolti è un obiettivo arduo che implica molte condizioni, per lo più sconosciute o nascoste al pubblico. Avere successo significa avere sponsor importanti, assecondare algoritmi, creare followers, e così via. Mara ha attuato tutto questo, e ne va orgogliosa, soprattutto pensando a chi non è riuscito invece a ottenere risultati.
Tuttavia, il suo impeccabile equilibrio subisce una forte scossa quando il passato bussa alla sua porta, portandole un caso che la manda in crisi, mettendo in discussione le sue certezze. Sarà quello il momento in cui qualcosa in lei, nello spietato meccanismo mediatico, si incrinerà. I suoi ricordi la riportano a pensare a un quadro di Artemisia Gentileschi, “Giuditta che decapita Oloferne”, che l’artista aveva dipinto appena dopo il processo per stupro di cui era stata vittima nei primi anni del ‘600. Cosa rappresentava davvero quella scena, in cui Giuditta viene aiutata dall’ancella nel suo intento di salvare la sua città, Betulia, dall’assedio del generale assiro?
“Solo gli ingenui credono di poter cambiare il mondo.”
Ma, in fondo, che male c’è a essere ingenui?
“Dentro la tela”, in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano, fino al 31 maggio, scritto e interpretato da Cinzia Spanò, con la direzione attoriale di Emiliano Brioschi, è uno spettacolo che tinge di colori cupi una realtà all’apparenza brillante. La grande forza interpretativa della Spanò arriva nel profondo, e chi guarda sente e segue ogni cambio di ritmo, ogni respiro affannoso, e ogni crepa che scalfisce la superficie della realtà per renderla finalmente vera.
Roberta Usardi
Fotografia di Laila Pozzo








