“Ci vuole iniziativa”: l’esordio discografico di Nedo, a confronto con se stesso

“Ci vuole iniziativa” è il primo album di Nedo, uscito lo scorso 5 marzo per Dcave Records e distribuito da Digital Noises. Nove canzoni nate da un’urgenza precisa: trasformare scoraggiamento, fisse e sensi di colpa in movimento. Tutti i brani sono stati scritti da Nedo, all’anagrafe Edoardo Paussa, e Daniele Grasso, produttore artistico del progetto. Per entrare in profondità di questo disco, abbiamo incontrato Nemo per intervistarlo.
Il titolo “Ci vuole iniziativa” sembra quasi un manifesto: quando hai capito che sarebbe stato il nome giusto per il disco?
In realtà, ben prima di aver scritto l’ultima canzone del disco. Fin da subito ho inteso quest’album come un disco terapeutico, e la sua realizzazione mi ha effettivamente trasformato. Non è servito arrivare alla fine per rendermi conto che tale trasformazione era resa possibile da una sola cosa: la volontà che ci stavo mettendo.
Nel disco ritorna spesso l’idea del movimento come risposta allo scoraggiamento. È una riflessione nata da esperienze personali o dall’osservazione del mondo intorno a te?
In un periodo torbido della mia vita, mi è rimasta impressa la frase di mio zio che mi disse testualmente: “attento alle zone di parcheggio”. Avessi capito prima cosa intendeva mi sarei evitato qualche fastidio, ma ora non ci sarebbe questo disco. Adesso, con il distacco di chi si è già scottato, vedo da realtà di quest’affermazione anche osservando le vite degli altri.
Molti brani sembrano scavare in zone molto intime. Scrivere queste canzoni è stato più un processo di liberazione o di confronto con te stesso?
Direi entrambe le cose. Il confronto con me stesso è stato alla base della liberazione dall’immagine dogmatica che avevo di me stesso, consentendomi di assecondare il naturale bisogno di trasformazione della vita.
Il suono dell’album è ruvido, diretto, quasi “senza protezioni”. Quanto è stata una scelta precisa durante la lavorazione in studio?
Parecchio, e per un semplice motivo. Daniele Grasso, il mio produttore, ha presto colto la visceralità che chi mi ha conosciuto ai tempi dei circoli folk di Udine può confermare. La necessità prima della forma, direi. Trovo il sound estremamente fedele a questo, che, peraltro, è il modo in cui sono nato e tuttora sono a livello autoriale.
Se dovessi indicare un momento del disco in cui senti che il suo spirito emerge più chiaramente, quale sarebbe?
Chiedo perdono per la brevità… ma non saprei esprimerla diversamente. Vedo quest’album come un insieme di sfaccettature e momenti diversi, per cui la risposta è un gigantesco: “Boh? Potrei risponderti in un modo adesso e diversamente nel pomeriggio.”
https://www.instagram.com/nedomusicpage/
https://www.facebook.com/chiamateminedo/?locale=it_IT








