Baco Giovanni Cristino annuncia “Nostalgia Vol. 1”: sette brani per riscoprire la bellezza di sognare a occhi aperti

L’11 maggio esce il secondo capitolo del progetto di Giovanni Cristino. Un percorso sonoro che recupera i frammenti del passato per guardare al presente con occhi nuovi.
Dopo l’esordio con “Kimono (piano version)”, il compositore torna con “Nostalgia Vol. 1”. In questo EP, la nostalgia non è memoria statica, ma una risorsa viva per ritrovare quel “me bambino” capace di scorgere bellezza oltre le sovrastrutture dell’età adulta.
Il disco attraversa suggestioni vivide: dalla tenerezza di “Novembre”, dove la gioia dello stare insieme vince ogni avversità, ai riflessi marini di “Blu Preludio” e “Blu Tema”, dove l’orizzonte si fa dialetto ancestrale e lingua madre. Con “Sogni ad occhi aperti” e “Judo”, Baco celebra la libertà dell’infanzia – quando la realtà si piegava alla fantasia – rivendicando il diritto di non dover appartenere o vincere a tutti i costi.
“Ritrovo nel me bambino una verità difficile da rintracciare altrove”, racconta l’artista. “Oggi cerco di recuperare quella lucidità: che sia nella bellezza di un dono inaspettato (“Still”) o nell’incanto di un mandorlo in fiore”.
Prodotto con Giuliano Vozella, l’EP sperimenta un linguaggio ibrido. In brani come “Judo”, “Blu Preludio” e “Blu Tema”, il piano è avvolto da un delay naturale creato con un’amplificazione non convenzionale, mentre la chiusura di “Drupa” si arricchisce delle elaborazioni elettroniche firmate dallo stesso Vozella.
Il racconto, iniziato il 27 aprile, proseguirà il 1° giugno con il Vol. 2 e culminerà il 30 giugno, quando il pianoforte incontrerà basso e batteria per l’evoluzione finale in trio.
Biografia
Pianista e compositore classe 1987, fonde formazione accademica e jazz in un linguaggio che dialoga con le estetiche neoclassiche. Dopo un percorso multidisciplinare tra danza contemporanea e installazioni multimediali, oggi concentra la sua ricerca nel progetto solista Baco. Traendo ispirazione dal suo passato nel mondo dei graffiti, Cristino traduce l’immediatezza del segno grafico in un gesto pianistico in cui improvvisazione e struttura trovano un equilibrio dinamico.
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