“Arkansas” di Chiara Tagliaferri: la storia di Lula e la storia di tutti

“Arkansas” (Mondadori, 2026, pp. 192, euro 19) non è solo un luogo. Arkansas è unione e condivisione. È amore.
Chiara Tagliaferri, in questo libro che lei stessa definisce un memoir, non racconta la sua storia, ma la storia di tutti. Di madri, padri, bambini e bambine.
È una storia talmente intima e universale che difficilmente possiamo dire essere destinata a pochi, come in realtà sembrerebbe. Perché non si parla solo di GPA, ma si parla innanzitutto di noi stessi.
L’autrice si spoglia dei suoi meravigliosi abiti che vestono un esile corpo da modella, per mostrarci le sue fragilità, insicurezze, paure. E sono paure di tutti, soprattutto di quelli che credono fortemente nell’amore.
Da Morgana a Lula il passo è breve, così come lo è da Lunedì a Lula. Qui, la vita è celebrata in ogni sua forma, con tenerezza straziante, con occhi e cuore aperti sull’essere al mondo e del mondo.
Arkansas è la storia di tutti, vissuta in tanti modi diversi. È innanzitutto un lungo viaggio, in cui è stato importante, necessario e spontaneo la creazione di legami forti e sinceri.
È un libro che non si racconta, ma si legge con riservatezza e rispetto per chi ogni giorno combatte per la vita o con la morte.
È un diario intimo dove scopri cose su persone che credevi indistruttibili, ma che si disperano, si perdono e ritrovano, esattamente come noi.
Grazie Chiara, grazie Nicola e grazie soprattutto Lula.
Marianna Zito








