“Apriti casa” di Silvia Nalon e Valeria Valenza

Come è fatta una casa al suo interno? Quali storie custodisce e quali emozioni racchiude? “Apriti casa”, albo illustrato di Silvia Nalon con le illustrazioni di Valeria Valenza (Sinnos, 2024, pp. 40, euro 13, 2024), accompagna bambine e bambini in un’esplorazione attenta e curiosa di uno spazio familiare, trasformando l’ambiente domestico in un luogo narrativo e ricco di significati.
Attraverso lo sguardo del piccolo protagonista, entriamo nelle diverse stanze della casa, osservandone luci, mobili, oggetti e angoli nascosti. Ogni ambiente diventa occasione per raccontare azioni quotidiane – cucinare, giocare, riposare, festeggiare – che contribuiscono a costruire il senso di appartenenza e di sicurezza. La casa non è soltanto uno spazio fisico, ma un luogo emotivo, in cui si sedimentano abitudini, relazioni ed esperienze significative.
Il testo di Silvia Nalon accompagna il piccolo lettore passo dopo passo dentro la casa, raccontando cosa c’è nelle stanze e come vengono vissute nella quotidianità. Le parole descrivono oggetti, spazi e abitudini familiari con chiarezza e semplicità, seguendo il ritmo della vita di tutti i giorni. Ne nasce una narrazione concreta e rassicurante, che aiuta i bambini a orientarsi tra gli ambienti e a riconoscere le situazioni familiari.
Le illustrazioni di Valeria Valenza sono vivaci, colorate e ricchissime di particolari e trasformano l’intero albo in un piccolo mondo da esplorare. Le piccole lettrici e i piccoli lettori sono continuamente stimolati a cercare nuovi elementi, personaggi nascosti, oggetti curiosi, che vanno a rendere la lettura attiva e coinvolgente. Ogni tavola invita a tornare indietro, a osservare ancora, a scoprire dettagli che al primo sguardo possono essere sfuggiti.
Nell’ultima pagina il gioco non finisce, perché viene lasciato spazio per disegnare la mappa della propria casa e di raccontare il proprio ambiente domestico e riflettere sugli spazi che fanno parte della propria quotidianità. Un modo per stimolare l’osservazione, la narrazione visiva e l’espressione personale, e per poter inventare nuove storie.
Marianna Zito








