“Ametista” di Francesca Bardi: quando osare è l’unico rimedio a un futuro senza libri

Un futuro in cui i libri cartacei non esistono più: sono stati sostituiti dalle sensoread, letture esperienziali guidate. Una realtà in cui pensarla diversamente dalla maggioranza è un atto di cospirazione imperdonabile. È il 2038 e la giovane Alessandra nutre sani dubbi sulle regole imposte dalla società, così come sulla rigidità delle posizioni prese dal marito, avvocato, un Gestore della Giustizia che sostiene con tutto se stesso la repressione delle forze ribelli, identificate dal gruppo OsaRe. Nessun dialogo, solo azione diretta verso chiunque si ribelli.
“Sensoread: non si scrive, ma si digita o si detta con il riconoscimento vocale. Così facendo si perde addirittura la capacità “manuale” del leggere e dello scrivere.”
In Alessandra però si fa sempre più forte la voglia di indagare più a fondo, e grazie all’incontro con un vecchio scrittore di libri “veri”, approderà a una sala di lettura speciale, e diventerà parte di quei ribelli che lotta per la cultura, per i libri. Ribattezzata con il soprannome di Ametista, la donna sarà sempre più coinvolta nel gruppo di OsaRe, imparando a viaggiare nel tempo e arrivando a mettere a rischio la propria vita e i propri ricordi.
“Ametista” (Lorenzo de’ Medici Press, 2026, pp. 160, euro 15) di Francesca Bardi è una splendida lettura che trasporta in un futuro neanche troppo lontano e neanche troppo inverosimile, se si pensa al continuo avanzare del progresso tecnologico e alla presenza sempre più forte di esperienze virtuali e sensoriali, che tolgono la componente di interazione personale e fisica.
D’altra parte, il 2038 descritto dall’autrice è una realtà in cui importa poco del singolo, e si diverte a vedere l’umanità come cavie per esperimenti per esercitare supremazia:
“Creare dipendenze, far considerare e desiderare degli oggetti qualsiasi come indispensabili, questo è ciò che oggi dà potere.”
La storia di Ametista parte dal climax: una lettera che serve a non dimenticare perché è successo qualcosa di irrimediabile. Cosa le sia successo si scoprirà a tempo debito, mentre il lettore apprende lo stile di vita di Alessandra, monotona e priva di vitalità, e di come abbia trovato una svolta grazie al sano confronto con individui lontani dal rigore imposto dalle regole della società.
“Ametista” è un romanzo che fa riflettere su più fronti, in primis sull’importanza del sano confronto, di una comunicazione atta ad ascoltare, in contrasto con una tecnologia che in modo arguto mira ad allontanare le persone, creando un modo di vivere asettico e unilaterale.
Francesca Bardi ha dato alla protagonista il compito di fare da guida a chi desidera lottare per un mondo genuino, in cui i sentimenti e l’empatia sono benvenuti.
“Ametista” è una lettura intensa e profonda, rivolta a chi sceglie di darsi una possibilità.
Roberta Usardi








