“4 5 6” , sognare il futuro è proibito

Fino al 1° marzo è in scena al Teatro Vascello di Roma “4 5 6”, scritto e diretto da Mattia Torre, con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e con Giordano Agrusta.
Sipario già aperto, un palco imbandito. Un tavolo, tre sedie, un insaccato che pende dal soffitto, pentole sul fuoco poco più in là. Siamo già dentro lo spettacolo, che parte con una simmetria, quella dei tre attori, magnifici, che si muovono come in una danza.
“4 5 6” è la storia tragicomica di una famiglia disfunzionale che vive in una valle isolata, al di là della quale pare ci siano solo morte, blatte e ricchioni. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, scattano, rabboccano il sugo perpetuo della nonna morta quattro anni prima, litigano. Fondamentalmente si odiano in un inferno di provola e prosciutti in cui si prega per essere liberati in un modo o nell’altro. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri un limite al proprio obiettivo: il recupero di una tiella, una messinscena perfetta per garantirsi la sola cosa che conta, la fuga nella Capitale. Provano a darsi una tregua i tre perché sta arrivando un ospite importante, a cui chiedere qualcosa di altrettanto importante, ma cosa?
“4 5 6” è il racconto di come il futuro si può sognare, si può supplicare, ma non costruire con l’azione, lo sforzo, il rischio, magari. Il futuro è accaparrarsi quel che si può, come si può per ambire poi all’unica cosa che conta davvero: una degna sepoltura. E la famiglia, che dovrebbe essere il luogo sicuro per eccellenza, diventa invece il centro delle nevrosi, delle incertezze, di una perenne diffidenza verso tutto e tutti che tiene incollati alla sedia. Un palco che si fa metafora di un Paese senza cultura, e dunque con poche speranze.
Dallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini, e il libro “4 5 6 – Morte alla famiglia”, edito da Dalai. “4 5 6” fa anche parte del progetto televisivo “Sei pezzi facili – tutto il teatro di Mattia Torre” ripresi con la regia televisiva di Paolo Sorrentino per Rai3.
Laura Franchi
Fotografia di Alessandro Cecchi








